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Il progetto PREFER

Il progetto PREFER -  PRoduct Environmental Footprint Enhanced by Regions è un progetto finanziato dal Programma LIFE Plus della Commissione Europea ed è finalizzato a sperimentare una nuova metodologia europea per valutare l’impronta ambientale di prodotti e servizi. “PEFProduct Environmental Footprint” è la metodologia approvata dalla Commissione europea basata sull'analisi del ciclo di vita e sarà sperimentata per valutare l’impatto ambientale di 8 prodotti selezionati in altrettanti contesti produttivi.

 
News
27 giu 2016 11:24:00
E' disponibile la presentazione della bozza di regolamento Made Green In Italy, discusso a Milano lo scorso 24 giugno
14 giu 2016 09:12:00
il 24 giugno a Milano si terrà il workshop IL NUOVO MARCHIO MADE GREEN IN ITALY
13 giu 2016 06:38:00
Il Ministero dell’Ambiente ha avviato una consultazione pubblica aperta a tutti sulla proposta di Regolamento per l’attuazione dello Schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti denominato “Made Green in Italy”
 
Primo piano

Le novità del Collegato ambientale alla legge di stabilità

La legge 28 dicembre 2015, n. 221 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali” introduce una serie di importanti novità in materia di certificazioni ambientali, acquisti verdi e qualificazione di prodotto.

L’articolo 16 stabilisce una riduzione degli importi delle garanzie normalmente richieste alle imprese nei contratti con la Pubblica Amministrazione e nei rinnovi degli stessi, in valore percentuale variabile dal 30% per gli operatori economici in possesso di una Registrazione EMAS (Reg. 2009/1221/CE), al 20% per gli operatori dotati di una certificazione secondo la norma UNI EN ISO 14001 o che siano in grado di coprire almeno il 50% della fornitura (in valore) alla Pubblica Amministrazione con prodotti dotati del marchio di qualità ambientale Ecolabel (Reg. 2010/66/CE), fino al 15% per chi abbia sviluppato un inventario dei gas serra conformemente alla norma UNI EN ISO 14064-1 o una carbon footprint secondo la UNI EN ISO/TS 14067. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie al lavoro di studio e istruttorio condotto negli ultimi anni da alcuni “laboratori” di proposte innovative in tema di semplificazione ambientale, quali principalmente il progetto Life BRAVE (Better Regulation Aimed at Valorising EMAS and Ecolabelwww.braveproject.eu) promosso dalle Regioni della Rete CARTESIO.

L’articolo 17 privilegia le imprese dotate di certificazione volontaria nell’ambito delle procedure valutative per l’assegnazione di fondi pubblici in materia ambientale. Il Collegato sancisce l’obbligo di considerare elemento di preferenza nella formulazione delle graduatorie dei soggetti richiedenti un contributo o un finanziamento il fatto che essi possano dimostrare di aver aderito ad uno dei due schemi di certificazione volontaria della Commissione Europea (i già citati EMAS ed Ecolabel), ovvero di essere in possesso di una certificazione secondo le norme ISO 14001 (sistema di gestione ambientale) o ISO 50001 (sistema di gestione razionale dell’energia).

Gli articoli 18 e 19 prevedono l’obbligo da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché delle centrali di committenza di cui esse si avvalgono per il proprio procurement, di inserire nella pertinente documentazione di gara i cosiddetti “CAM”- Criteri Ambientali Minimi, predisposti dal Ministero dell’Ambiente e pubblicati come decreti ministeriali in riferimento a diverse categorie merceologiche.

L’articolo 18 impone alle Pubbliche Amministrazioni di utilizzare nelle proprie gare le specifiche tecniche e i requisiti contrattuali atti a promuovere l’acquisto di prodotti o servizi a minore impatto ambientale, così come specificati dai CAM relativi ad alcune categorie di forniture e affidamenti.

L’articolo 21 istituisce lo schema nazionale volontario per la valutazione e comunicazione dell’Impronta Ambientale dei prodotti, denominato “Made Green in Italy”. L’istituzione di questo schema costituisce l’esito del percorso sperimentale che la Rete CARTESIO ha promosso sin dal 2011, attraverso il percorso scandito dal Protocollo di Intesa con i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico e dalle diverse sperimentazioni progettuali condotte sui territori regionali, a partire dal progetto Life PREFER

. Lo schema si basa sulla metodologia PEF della Commissione Europea, definita dalla Raccomandazione CE n. 179/2013.